"È il 1965 quando il giovane Philippe Lacoue-Labarthe scrive un testo sul tema dell’angoscia per la morte come angoscia per la scomparsa: scomparsa del mondo, per chi muore, e scomparsa dell’altro e del suo mondo per chi resta. Tutto ruota attorno a un sogno – “breve ma pieno di un orrore senza limite” – in cui Lacoue-Labarthe, lentamente, scompare, e si ritrova infine a vagare sospeso tra cielo e inferno. Ma in questo limbo il filosofo non è solo. Ad accompagnarlo in un singolare viaggio verso la morte, due figure: Jorge Luis Borges e Dashiell Hammett, il grande scrittore argentino e il re del noir americano. Scrittori tra loro lontanissimi, come lo stesso Lacoue-Labarthe riconosce; e tuttavia accomunati dalla rapidità straordinaria del loro stile, dalla capacità di dominare con esso le cose."