"In Giulia sta con le gambe fuori dalla ringhiera del balcone e perde una scarpa. Marco vede la mamma che si butta come per raccoglierla. Questa prima incomprensibile tragedia ha sui personaggi che la soffrono l’effetto di unirli per sempre rendendoli incapaci di stare insieme: la nonna Agata che dimentica gradualmente i nomi e le cose, la nipote Giulia che viaggia e torna senza saper tornare, Marco che vorrebbe una donna e ne ha un’altra, Leni che passa da una casa all’altra portando i suoi favori: nessuno riesce a dare o darsi un po’ di felicità. Intorno alla vecchia smemorata di tutto fuorché del proprio dolore, ruotano i giovani personaggi, i loro amori sghembi, la loro pervicace volontà di salvezza."
Grazie a Valerio torniamo a leggere Amelia Rosselli, una poetessa della "generazione degli anni trenta". Infatti il titolo di questo libro è proprio un suo verso, che racchiude stretti il dolore, le incertezze, e il senso di pericolo scampato. Una tragedia iniziale e dalla dinamica poco chiara rafforza l'amicizia tra Giulia e Marco, che gestiscono maldestramente un sentimento simile all'amore. Ma se qualcosa non va, la risposta è Leni, una splendida prostituta polacca: Leni e le sue...